giu102019

SICUREZZA PREVENTIVA..... (parte prima)

News
Giugno 2019, tempo di chiusura bilanci, uno sguardo al 2018 per analizzare come sia stato lo scenario dei furti d’auto nell’anno passato, per trarne spunto di miglioramento, per vagliarne le opportunità di soluzione.

Senza scendere in percentuali e numeri, l’osservazione dei dati relativi ai furti d’auto nel 2018 vedono fra le regioni a cui porre maggior attenzione la Campania, seguita da Puglia, Lombardia, Sicilia e Piemonte, ma nessuna delle restanti è libera da questo tipo di rischio.

Fra le auto nel mirino: Panda, Fiat 500, Lancia Ypsilon, Ford Fiesta, ma entrano in gara anche i SUV come Range Rover Evoque, Renegade, Toyota Rav4, Ford Kuga, Nissan Quasquai, Toyota C-Hr. Come per le regioni anche per quanto riguarda i modelli di vetture sul mercato nessuna è esclusa, nessuna è in assoluto al sicuro.

Cambia il parco auto nazionale, cambiano le auto più ricercate dai ladri, cambiano le tecniche di furto di quelli che una volta venivano definiti “scassinatori”; pertanto devono cambiare anche le modalità per fronteggiare questo tipo di azione criminosa.
Forte impatto tecnologico nelle auto di nuova generazione, grande evoluzione tecnologica nei ladri che da scassinatori diventano “car hackers”, e dunque si impone una continua, attenta, incessante attività di ricerca per realizzare una tecnologia di contrasto che non sia solo efficace, ma che sia al contempo di difficile individuazione da parte dei ladri, ma di facile utilizzo da parte del proprietario dell’auto.

Fra i vari consigli della Polizia per ridurre il rischio di incorrere nel furto della propria auto c’è sicuramente quello di dotare la vettura di un antifurto meccanico, satellitare o elettronico per rendere difficile l’operazione criminosa e, dal canto loro, le assicurazioni impongono premi più contenuti su contratti di assicurazione furto relativi ad auto dotate di sistemi antifurto fra quelli suindicati.

Dalle analisi rintracciabili in rete, in merito ai furti d’auto, emergono dati a confronto fra i furti 2018 rispetto a quelli degli anni precedenti, indicazioni sulle aree di maggior rischio e sui modelli più “gettonati”, per finire con i dati sui ritrovamenti (in aumento questi ultimi rispetto agli anni precedenti).

Sicuramente l’aumento della percentuale di ritrovamento delle auto rubate è di buon auspicio ed in parte rincuora, ma, se davvero si trattasse della nostra auto, ci accontenteremmo di poterla ritrovare dopo averne subito il furto, o vorremmo una soluzione che prevenga il furto stesso?

Si parla tanto di sicurezza, in ambito automotive, sicurezza attiva (come la presenza del sistema abs) e di sicurezza passiva (come la dotazione degli air bag), ma ancora poco si parla di sicurezza preventiva.

Non recita forse il vecchio adagio “prevenire è meglio che curare”?

Non sarebbe dunque auspicabile poter fruire di un sistema di sicurezza che come una sentinella ci segnalasse quando un malintenzionato interagisce con la nostra amata auto?

Se un tempo si parlava di auto a motorizzazione termica ora è all’ordine del giorno la proposta di auto ibride o del tutto elettriche.

La tecnologia antifurto deve tener conto anche di questa evoluzione, la nostra sentinella deve saper “dialogare” anche con la nostra auto ibrida o la nostra ecologica auto elettrica.

Ed abbiam parlato del mondo auto, ma, mutatis mutandi, il mondo delle moto è sotto lo stesso cielo in termini di rischi furto.

La buona notizia è che la soluzione c’è.

Restate collegati, non sarà tempo “rubato”.
mag032019

Oltre ogni ragionevole dubbio

Hacking automobilistico
Anno 2019, la tecnologia è diventata la nostra alleata in tante situazioni di vita quotidiana, dal lavoro alla vita privata.
Le nostre auto non potevano che esserne coinvolte, quale mezzo di utilizzo quotidiano per la maggior parte di noi.

Ma, come sempre c’è un ma. Auto sempre più tecnologiche e sempre più interconnesse se, da un lato, ci rendono la vita più agevole, più smart, per usare un termine “in voga”, dall’altro porgono il fianco a chi questa tranquillità può guastarcela interferendo proprio con quella tecnologia che ci piace tanto.

Salgo in macchina e subito il mio cellulare si collega e il monitor sul cruscotto mi segnala che mi ha riconosciuta e che ora posso telefonare senza usare direttamente il telefono. Posso ascoltare la mia playlist preferita, mentre guido, grazie alla connessione automatica con il mio smartphone. E poi tanti altri esempi come il poter guidare, tranquilla di non incorrere in multe per eccesso di velocità in autostrada, grazie alla possibilità di impostare la velocità di crociera.

Inizia a febbraio di quest’anno un esperimento da parte di due ricercatori che del mondo della cibernetica hanno fatto, oltre che una grande passione, un lavoro: Ilaria Matteucci e Giampiero Costantino del Cybersecurity Lab del Cnr a Pisa.

Trovata una falla nel sistema operativo dell’autoradio, Android 6.0 di Google, son bastati loro due mesi per sviluppare un programma chiamato Candy Cream (pure simpatico come nome) che è in grado di accedere al sistema digitale della nostra amata auto e, a distanza, può controllare l’apertura delle porte, le frecce, il tachimetro ed il contagiri.

Ma come? La mia macchina nuova? Super accessoriata? Con l’infotainment, il bluetooth, il keyless sistem e persino l’e-call? Come è possibile che un estraneo possa introdursi abusivamente con tutta questa tecnologia? Ebbene sì, proprio tutta questa tecnologia ha permesso a Candy Cream di introdursi usando, come porta di accesso, proprio uno degli accessori più utilizzati, e apparentemente più innocui per questo tipo di rischio informatico: l’autoradio.

L’esperimento: il software da remoto, tramite un pc , si è introdotto attraverso l’autoradio ed ha preso il controllo di sistemi digitali quali l’apertura delle porte, la gestione del tachimetro, le frecce, ma avrebbe potuto controllare anche freno ed acceleratore. Un ulteriore elemento di preoccupazione è dato dal fatto che l’autoradio, durante l’attacco di hackeraggio, non ha mostrato alcun segno di malfunzionamento. Per cui, penso io, mentre ascolto la mia canzone preferita, un malintenzionato potrebbe prender controllo della mia macchina mentre guido cantando a squarciagola nel mio abitacolo senza che io me ne renda conto? Pare di sì.

E pare anche che sarei in buona compagnia visto che le statistiche dicono che sono circa 24 milioni le auto connesse vendute nel 2015, numero che si alza fino a 72 milioni come previsione per il 2023, sino ad arrivare a 470 milioni nel 2025, come stima di auto connesse in circolazione fra Europa, Cina e USA.

Ed allora mi chiedo se davvero sia possibile che con il livello di tecnologia a cui siamo arrivati non ci sia il modo di ovviare a questo problema, che non si possa avere un “alleato” che, da brava sentinella, ci avverta se un malintenzionato ha aperto le porte o acceso il motore perché si è introdotto nel sistema informatico della nostra auto.

La risposta è sì.

Restate collegati, ci sarà musica per le vostre orecchie.



La Sentinella




feb282019

IBRIDO ED ELETTRICO ORA PIU’ SICURI!

News
Dal 1° marzo il via agli incentivi per l’acquisto di auto ibride.
L’obiettivo della normativa è quello di incentivare la circolazione di vetture che emettano valori di CO2 più contenuti. Questo è uno dei motivi per cui auto con tali caratteristiche acquisiscono un’allure di interesse maggiore.

Se da un lato l’aspetto ecologico acquista un peso importante, nella fase decisionale di un cliente che si appresti a sostituire la vecchia auto, dall’altro l’elemento economico non perde posizioni nell’elenco delle caratteristiche che portano ognuno di noi ad effettuare la scelta definitiva.
Anche nel caso di auto ibride ed elettriche l’elettronica di bordo è un componente preminente e, come per le “sorelle” con motore termico, violabile da parte dei moderni car hackers i quali, avvalendosi di tecnologie facilmente reperibili anche tramite internet, e soprattutto a basso costo, riescono senza particolare difficoltà a “fingersi” proprietari dell’auto “presa di mira” e pertanto aprire la vettura per sottrarne il contenuto o, peggio ancora, salire a bordo mettere in moto e andarsene.

L’attenzione posta a questa tematica, da parte della nostra azienda, non poteva trascurare una categoria di auto, (ibride ed elettriche) consapevoli, sin dall’inizio, di quanto il fattore ecologico peserà nella composizione dei parchi auto urbani del futuro.

Per tutti questi motivi, il percorso formativo, iniziato oltre un anno fa e che ha visto 61 concessionari coinvolti sin dalle prime battute, (numero in continuo aumento) pone l’attenzione sulla messa in sicurezza delle auto da eventuali attacchi dei car hackers e un particolare riferimento viene posto proprio sulle auto ibride ed elettriche.

L’obiettivo della formazione, rivolta alla rete vendita dei concessionari, rimane quello di permettere al singolo venditore di porsi al cliente come un vero e proprio consulente.
A maggior ragione, nell’ottica di informare in maniera esaustiva il potenziale acquirente non si può omettere di informare che a fronte dell’acquisto di un’auto ibrida o elettrica, oltre all’incentivo, è possibile offrire anche un sistema anti hackeraggio con il quale equipaggiare l’autovettura.
Preme sottolineare che ad oggi sul mercato non ci sono altri sistemi di sicurezza per tale categoria di autovetture. Questo per noi è motivo di orgoglio in quanto costituisce un ulteriore elemento distintivo rispetto a quelle aziende che, nei nostri confronti, si pongono come competitors.

Tali argomenti hanno suscitato interesse e coinvolgimento da parte di tutti i partecipanti ed anche in questo caso il percorso formativo è culminato con un contest che ha visto i seguenti concessionari premiati attraverso i loro migliori venditori:

Primo classificato: Toyota Oliviero con il suo miglior venditore Luca Pettenon

Secondo classificato: Renault Rigoni Franceschetti con il suo miglior venditore Michele Gobbo

Terzo classificato: Volkswagen Autovega con il suo miglior venditore Alessio Sacchetti.

Anche in questo caso ribadiamo quello che ormai è diventato il nostro motto:
“ la sicurezza fa sorridere chi ce l’ha, e chi la divulga”

Continuate a seguirci, le novità non mancheranno.
ott232018

Come si ruba e si clona un'automobile

Tecniche di furto
Un recente servizio, mandato in onda durante il programma televisivo “Le Iene”, ci dá un’ulteriore conferma di ciò che già da tempo sapevamo: i ladri di auto, anche quelli meno “raffinati”, ora sono “informatizzati” o meglio, anche loro hanno capito che é l’elettronica di bordo la chiave che può permettere a chiunque di impossessarsi di un’auto altrui.
Tale increscioso inconveniente è superato grazie al dispositivo Mobile S, fedele alleato della sicurezza della tua auto ti avverte ad ogni tentativo, anche minimo, di intrusione della tua vettura mettendoti al riparo da spiacevoli sorprese.
ago312018

La sicurezza al primo posto

News
Era l’agosto del 2016 quando arrivò la notizia che in America la Chrysler aveva annunciato il richiamo di 1,4 milioni di veicoli per problemi di hackeraggio relativamente al modello Jeep.

Fu quella un’ulteriore manifestazione di ciò che si presentava come un’esigenza sempre più impellente: approfondire il tema della sicurezza nelle vetture moderne e divulgarne “il verbo” ai concessionari ed al loro personale commerciale.

Tale intento aveva l’implicito obiettivo, più ampio, di introdurre un percorso educativo all’interno di quello che dovrebbe essere un processo di vendita con una concezione moderna.

Il cliente che si reca presso il concessionario, per scegliere la nuova autovettura, deve essere messo in condizione di effettuare una scelta consapevole che non riguardi esclusivamente le performaces del veicolo in termini di consumi e velocità, e gli optional di prestigio.
La sicurezza è un tema che inconsciamente il cliente evita di affrontare in occasione dell’acquisto dell’auto nuova, in quanto evoca eventi negativi.
Al contrario la sicurezza è un elemento fondamentale per una scelta adeguata nell’individuazione dell’autovettura ottimale per le proprie necessità.

Definiti gli obiettivi si è proceduto a definire il piano d’azione.

Sono stati contattati singolarmente tutti i concessionari spiegando il progetto, i rischi legati alla tecnologia istallata sulle vetture, le tecniche di furto, le attrezzature elettroniche che i malintenzionati utilizzano per rubare le auto.

Seguendo il percorso formativo di un anno, organizzato direttamente in sede in ogni concessionario, il personale dedicato alla vendita diventa di fatto un vero esperto in materia di sicurezza ed un consulente più completo nel servizio da offrire ai clienti.

Degli 81 concessionari convenzionati ben 61 hanno aderito al progetto che ha riguardato tutto il territorio nazionale.

L’entusiasmo è stato comune in tutti i soggetti coinvolti. Implementare la formazione del personale con il tema, più che mai attuale, della sicurezza, ha conferito un ulteriore punto di forza sia all’approccio iniziale al cliente sia all’ottica di offrire un servizio di consulenza sempre più efficace ed efficiente.

Il percorso formativo è culminato con una gara a livello nazionale i cui parametri analizzati sono stati:
- numero di visitatori del concessionario informati di tutti i dettagli legati alla sicurezza della vettura, in fase di preventivazione;
- punteggio attribuito dai singoli clienti grazie ad un sondaggio distribuito post visita in concessionario;
- numero dei sistemi di sicurezza installati sulle autovetture.

In questo modo i vincitori sono stati determinati dall’analisi della combinazione di due elementi fondamentali: la voce del cliente e il risultato di vendita del sistema.

Tre i concessionari premiati con i loro tre migliori venditori:

Primo classificato: area Vicenza: Toyota Oliviero con il suo miglior venditore Luca Pettenon

Secondo classificato: area Venezia: Peugeot Auto Venezia con il suo miglior venditore Andrea Scarpa

Terzo classificato: area Vicenza: Volkswagen Autovega con il suo miglior venditore Simone Zonta

Ai vincitori è stato consegnato un riconoscimento per l’impegno profuso ed i notevoli risultati ottenuti.

Considerato il successo e l’apprezzamento manifestato, da parte dei proprietari dei concessionari e dei loro venditori, il percorso formativo verrà replicato con l’obiettivo di raggiungere un numero sempre più elevato di destinatari ai quali trasferire tutte le ultime novità in termini di tecnologie e di tecniche in tema di sicurezza.

Un forte sprone è dato anche dal feed back avuto da quei clienti che, subendo il furto dell’auto, l’hanno prontamente ritrovata grazie all’istallazione del dispositivo sulla vettura.

Restate connessi con noi, continuando a seguire il nostro blog, perché implementeremo il processo di informazione con video guida ed altri mezzi per riuscire a “neutralizzare” e “smascherare” i malintenzionati che vorranno fare loro la vostra auto.
Inoltre, guardando le foto, la sicurezza fa sorridere chi ce l’ha, e chi la divulga (aggiungiamo noi).